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LA NOSTRA STORIA

Primavera degli Studenti (PdS) è un’associazione studentesca universitaria nazionale italiana. Nata nel 2018 come coordinamento tra reti associative locali della sinistra democratica, nel 2022 si costituisce sotto forma di associazione. Aderiscono a Primavera degli Studenti gruppi studenteschi operanti nelle principali Università italiane. L’associazione si colloca nella cultura politica della sinistra e porta avanti i valori dell’antifascismo, del pluralismo e del progressismo.

Nel corso degli anni, Primavera degli Studenti si è impegnata con continuità e determinazione, sia a livello nazionale sia attraverso le proprie associazioni locali aderenti, per la salvaguardia e la piena tutela del diritto allo studio. L’azione dell’associazione si è sviluppata su più piani: da un lato attraverso il lavoro quotidiano all’interno degli organi di rappresentanza studentesca, nei quali i suoi eletti hanno portato avanti istanze concrete a favore della comunità studentesca; dall’a tro sul piano politico e programmatico, promuovendo riforme e interventi strutturali volti a rendere l’università sempre più accessibile ed equa.

In particolare, Primavera degli Studenti si è battuta per l’innalzamento della no tax area, con l’obiettivo di alleggerire il peso delle contribuzioni universitarie sulle fasce economicamente più fragili, e per la tutela, il potenziamento e l’ampliamento delle forme di sostegno economico, come le borse di studio. L’associazione ha inoltre sostenuto la necessità di rafforzare gli strumenti di welfare studentesco, affinché nessuna e nessuno sia costretto a rinunciare al proprio percorso formativo per ragioni economiche o sociali.

Nel corso degli anni ci siamo battute con determinazione per l’estensione e la piena garanzia dei diritti civili e sociali della comunità studentesca, a partire dal diritto di partecipazione democratica. Nel 2019 abbiamo aderito al comitato “Voto Dove Vivo”, sostenendo con convinzione la campagna per il riconoscimento del diritto al voto per le studentesse e gli studenti fuori sede, affinché nessuna e nessuno fosse costretto a scegliere tra l’esercizio del proprio diritto di voto e il proprio percorso di studio.
Abbiamo contribuito a promuovere momenti di sensibilizzazione, iniziative pubbliche e attività di pressione istituzionale, con l’obiettivo di superare le barriere che ancora oggi limitano una piena partecipazione democratica.

Parallelamente, abbiamo portato avanti un impegno costante sul fronte del diritto all’abitare, consapevoli di come l’emergenza abitativa rappresenti una delle principali cause di disuguaglianza nell’accesso all’università. Nel 2023 abbiamo partecipato e contribuito alla mobilitazione delle tende in numerose università italiane, un’iniziativa simbolica e concreta al tempo stesso, che ha acceso i riflettori sull’aumento insostenibile dei costi degli affitti e sulla carenza di alloggi pubblici per studenti e studentesse.

In questo contesto abbiamo aderito al comitato “Ma Quale Casa”, rafforzando una rete nazionale di realtà impegnate a rivendicare politiche strutturali per l’ampliamento della residenzialità pubblica, il calmieramento dei canoni e un piano straordinario per il diritto all’abitare.
Attraverso queste mobilitazioni, abbiamo ribadito che il diritto allo studio non può prescindere dal diritto alla partecipazione democratica e dal diritto a un’abitazione dignitosa, condizioni essenziali per garantire pari opportunità e giustizia sociale.

Ci siamo battute con forza anche sul tema della formazione iniziale e dell’accesso alla professione docente, in particolare rispetto al percorso abilitante dei cosiddetti 60 CFU.
Ritenendo necessario un sistema di formazione degli insegnanti più equo, accessibile e coerente con la qualità dell’istruzione pubblica, abbiamo contribuito alla presentazione di una proposta di legge in Parlamento volta a migliorare l’impianto del percorso, ridurne le criticità e garantire maggiori tutele per le future e i futuri docenti.

Abbiamo inoltre promosso una mobilitazione nazionale contro il Decreto-Legge 30 aprile 2022, n. 36, evidenziandone gli aspetti problematici in relazione ai costi, all’organizzazione dei percorsi e alle ricadute sul diritto allo studio e sul reclutamento nella scuola pubblica.
La mobilitazione ha coinvolto studentesse e studenti, dottorandi, precarie e precari della ricerca, giovani laureati e realtà associative in diverse città italiane, con l’obiettivo di chiedere una revisione complessiva della riforma e un maggiore confronto con il mondo universitario e scolastico.

Il percorso di iniziativa politica è culminato il 26 marzo 2024 con una conferenza stampa presso la Camera dei Deputati. All’incontro hanno preso parte rappresentanze del mondo politico, accademico, sindacale e associativo, a testimonianza della trasversalità e della rilevanza del tema. In ambito politico erano presenti esponenti del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle, di Alleanza Verdi e Sinistra e di Azione; per il mondo accademico hanno partecipato rappresentanti del Consiglio Universitario Nazionale e della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane.

Attraverso questa mobilitazione abbiamo ribadito la necessità di una riforma condivisa, sostenibile e realmente orientata alla valorizzazione della formazione degli insegnanti, nella convinzione che la qualità della scuola pubblica passi anche da percorsi di accesso chiari, inclusivi e non penalizzanti dal punto di vista economico e sociale.