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Richiesta di attivazione di misure straordinarie e di un framework nazionale “Student at Risk” a tutela del diritto allo studio delle studentesse e degli studenti internazionali provenienti da contesti di crisi, con particolare riferimento all’instabilità politica in Iran.


IL CONSIGLIO NAZIONALE DEGLI STUDENTI UNIVERSITARI

VISTI gli artt. 3, 10 e 34 della Costituzione della Repubblica Italiana, che sanciscono l’uguaglianza sostanziale e il diritto dei capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, di raggiungere i gradi più alti degli studi;

VISTO l’art. 11 della Costituzione della Repubblica Italiana, che solennemente sancisce il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli, promuovendo e favorendo le organizzazioni internazionali rivolte allo scopo di assicurare la pace e la giustizia fra le Nazioni;

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Alla C.A.
del Ministro dell’Università e della Ricerca

On. Anna Maria Bernini

del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale

On. Antonio Tajani

 

del Presidente del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari (CNSU)

Sig. Lorenzo Bassi

della Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI)

Prof.ssa Laura Ramaciotti e, per il tramite della CRUI, dei Magnifici Rettori delle Università italiane dei Presidenti degli Enti regionali per il Diritto allo Studio

 

Oggetto: Richiesta di attivazione di misure straordinarie e di un framework nazionale “Student at Risk” a tutela del diritto allo studio delle studentesse e degli studenti internazionali provenienti da contesti di crisi, con particolare riferimento all’instabilità politica in Iran.

IL CONSIGLIO NAZIONALE DEGLI STUDENTI UNIVERSITARI

 

VISTI gli artt. 3, 10 e 34 della Costituzione della Repubblica Italiana, che sanciscono l’uguaglianza sostanziale e il diritto dei capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, di raggiungere i gradi più alti degli studi;

VISTO l’art. 11 della Costituzione della Repubblica Italiana, che solennemente sancisce il ripudio della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli, promuovendo e favorendo le organizzazioni internazionali rivolte allo scopo di assicurare la pace e la giustizia fra le Nazioni;

VISTO che il diritto allo studio è un diritto fondamentale e la sua effettività richiede misure capaci di rispondere anche a condizioni straordinarie che colpiscono studentesse e studenti internazionali (conflitti, crisi umanitarie, repressioni, emergenze geopolitiche, calamità e instabilità istituzionale), con ricadute dirette sulla continuità delle carriere e sull’accesso ai servizi essenziali;

VISTO l’art. 39 del Testo Unico sull’Immigrazione (D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286), concernente l’accesso ai percorsi di istruzione universitaria, che riconosce allo Stato e alle Università il compito di favorire l’inserimento accademico degli studenti stranieri, promuovendo il diritto allo studio e lo scambio culturale internazionale;

VISTO il D.L. del 28 febbraio 2022, n. 16, convertito con modificazioni dalla Legge 5 aprile 2022, n. 28, che ha istituito un fondo specifico destinato al finanziamento di misure di sostegno per studenti, ricercatori e docenti colpiti dalla crisi bellica in Ucraina, costituendo

 

un precedente normativo di fondamentale importanza per la gestione delle crisi internazionali nel sistema universitario; il D.Lgs. 68/2012 (Normativa di principio sul diritto allo studio) e il D.M. 1320/2021 sui livelli essenziali delle prestazioni (LEP);

VISTO che l’Italia, tramite università e istituzioni, ha già attivato in precedenti emergenze e crisi internazionali misure di accoglienza e continuità formativa, come i progetti promossi con il supporto di UNHCR, risulta necessario consolidare tali risposte in un impianto stabile, equo e tempestivo, anche valorizzando modelli già sperimentati dal MUR e iniziative coordinate dalla CRUI (pacchetti integrati su tasse, alloggio e servizi), incluse misure congiunte MUR-CRUI in favore di studenti con protezione internazionale.

RILEVATO che l’autonomia universitaria conferisce ai singoli Atenei la facoltà di intervenire tempestivamente con misure straordinarie di agevolazione, ma tali interventi necessitano di un coordinamento e di un supporto sistemico a livello ministeriale per garantirne l’efficacia e l’omogeneità sul territorio nazionale;

RILEVATO che il diritto allo studio della componente studentesca internazionale regolarmente iscritta presso gli Atenei italiani risulta frequentemente pregiudicato dal reiterarsi di contesti emergenziali nei Paesi d’origine, spesso segnati da conflitti bellici, crisi umanitarie o gravi instabilità politiche, e che tale comunità, che conta ad oggi oltre 110.000 iscritti, costituisce una risorsa strategica per l’internazionalizzazione e per il prestigio del Sistema Universitario Italiano nel panorama globale;

CONSIDERATO che la drammatica evoluzione della crisi in Iran e, più in generale, il perdurare di gravi crisi internazionali e situazioni di conflitto in diverse aree del mondo stanno producendo rilevanti ripercussioni sulla componente studentesca internazionale iscritta presso gli Atenei italiani, incidendo sulla salute psicofisica e sulla stabilità economica e pregiudicando la regolare prosecuzione del percorso accademico, anche in ragione delle limitazioni o interruzioni della rete internet e del blocco dei circuiti bancari internazionali che ostacolano le comunicazioni e l’accesso a informazioni essenziali e impediscono di fatto alle famiglie l’invio di sostegno economico agli studenti.

CONSIDERATO che il riconoscimento di tale condizione di svantaggio oggettivo è presupposto indispensabile per la tutela del diritto all’istruzione, inteso non solo come diritto individuale, ma come strumento imprescindibile di emancipazione, contrasto alle disuguaglianze e veicolo fondamentale per la diplomazia culturale e la costruzione della pace internazionale;

CONSIDERATO che, in assenza di un quadro nazionale di riferimento e di linee guida ministeriali unitarie, si registra una carenza di protocolli operativi uniformi e tempestivi a supporto degli studenti provenienti da aree di crisi o da contesti di emergenza umanitaria, con conseguente eterogeneità degli interventi territoriali e disparità di trattamento tra Atenei, che compromette l’equità nell’accesso a servizi e tutele e rende necessario un intervento di armonizzazione volto a garantire standard minimi su tutto il territorio nazionale.

RITENUTO che sia necessario definire un framework nazionale permanente “Student(s) at Risk” superando la progettualità già esistente ma prevalentemente organizzata come insieme di bandi e progetti dei singoli Atenei, per garantire criteri uniformi, tempi certi, procedure snelle e un pacchetto minimo di misure, attivabile per qualsiasi contesto di crisi;

ESPRIME

 

Forte preoccupazione e solidarietà per la situazione in Iran e per ogni contesto in cui libertà e dignità siano compresse, in particolare per studentesse e studenti, e condanna le repressioni. Ribadisce che nessuna causa giustifica violazioni del diritto internazionale o rischi per i civili, da qualunque parte provengano. Chiede soluzioni diplomatiche, tutela dei diritti umani e protezione per chi studia e fa ricerca.

CHIEDE

 

  1. La disposizione di deroghe e/o proroghe straordinarie ai requisiti di merito (CFU) previsti dai bandi regionali per accesso e mantenimento dei benefici del Diritto allo Studio (borse di studio, servizi abitativi), qualora i ritardi siano imputabili a cause di forza maggiore, assicurando la continuità dell’erogazione dei contributi e la conservazione del posto alloggio; nonché garantiscano risorse adeguate agli Enti per il Diritto allo Studio per l’attivazione di bandi straordinari a favore di studenti, dottorandi e specializzandi provenienti da aree di conflitto o da contesti di restrizione delle libertà.
  2. L’adozione di linee guida volte a favorire, presso le singole sedi accademiche, il ricalcolo del limite massimo di CFU conseguibili per singola annualità, laddove sussistano restrizioni regolamentari, al fine di consentire il recupero del percorso formativo agli studenti provenienti dai suddetti contesti di crisi;
  3. La promozione e l’attivazione immediata di un tavolo tecnico con l’Associazione Bancaria Italiana (ABI) e Poste Italiane per facilitare l’apertura e il mantenimento di conti correnti (“conti di base”) per gli studenti internazionali (in particolare iraniani), superando gli ostacoli burocratici (SEPA) e i blocchi preventivi che impediscono la ricezione dei fondi necessari alla sussistenza.
  4. Che tutti i Rettori delle Università Italiane, per mezzo della CRUI, prevedano:
    1. forme di rateizzazione o proroga delle scadenze della contribuzione universitaria, prendendo atto delle oggettive difficoltà nel trasferimento dei fondi dai Paesi d’origine (es. blocco bancario in Iran);
    2. l’immatricolazione con riserva per le studentesse e gli studenti internazionali in attesa del rilascio del visto d’ingresso, estendendone la validità per l’intero anno accademico;
    3. misure di flessibilità didattica, ivi comprese l’istituzione di sessioni d’esame straordinarie, la sospensione della carriera senza penalizzazioni e la tutela specifica per chi non ha superato il semestre filtro, concedendo proroghe straordinarie per la regolarizzazione della posizione ed evitando l’espulsione dal sistema universitario;
    4. misure di salvaguardia per gli studenti fuoricorso provenienti dai contesti di crisi sopra citati, prevedendo in via straordinaria la neutralizzazione di un anno accademico nel computo della durata della carriera universitaria, sia ai fini dell’accesso ai corsi di laurea magistrale quando la durata degli studi incida sull’immatricolazione, sia ai fini della determinazione del voto di laurea, evitando penalizzazioni connesse a ritardi imputabili alla condizione di crisi;
    5. l’attivazione in tutti gli Atenei di sportelli di ascolto e supporto psicologico dedicati, con personale formato alla gestione di traumi da contesti di crisi.
  5. l’istituzione di un tavolo tecnico permanente “Student at Risk – Diritto allo Studio”, con le Università e le rappresentanze studentesche in CNSU, con finalità di standardizzare strumenti e procedure, valorizzando e sistematizzando le esperienze

 

già maturate in precedenti iniziative nazionali, anche attraverso la redazione e il costante aggiornamento di una lista dei Paesi in stato di emergenza.

  1. l’adozione di un Protocollo nazionale “Student at Risk”, definendo almeno:
    1. criteri di attivazione (indicatori di crisi/instabilità, rischio di interruzione della carriera, vulnerabilità socio-economica, impossibilità documentale motivata);
    2. tempi di presa in carico e canali rapidi di interlocuzione;
    3. un referente unico per ateneo (single point of contact) e una rete di referenti, coordinata a livello nazionale;
    4. principi di riservatezza e protezione per i casi sensibili;
  2. un pacchetto minimo nazionale per l’accoglienza replicabile, ispirato alle migliori pratiche già coordinate a livello di sistema, comprendente almeno:
    1. esenzione o riduzione significativa di contribuzione universitaria;
    2. accesso facilitato ad alloggio/residenze e servizi di ristorazione;
    3. copertura sanitaria/assicurativa e servizi di base (orientamento amministrativo, tutorato);
    4. supporto linguistico e didattico, inclusi percorsi preparatori ove
  3. una procedura per la continuità degli studi, nel rispetto dell’autonomia degli atenei, che consenta:
    1. ammissione condizionata e piani individuali di riallineamento quando la documentazione è parziale per cause direttamente connesse alla crisi;
    2. riconoscimento crediti e riallocazione in corso/anno attraverso commissioni dedicate e criteri trasparenti;
    3. accesso a tutorato, supporto psicologico e servizi di inclusione;
  4. il potenziamento e la stabilizzazione degli strumenti economici statali con:
    1. eventuale quota annuale dedicata “Student at Risk”;
    2. monitoraggio pubblico degli esiti e criteri
  5. un raccordo istituzionale strutturato con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) per facilitare, nei limiti delle competenze, i percorsi di ingresso regolare connessi a borse/ammissioni già deliberate dagli atenei, evitando che le misure restino solo formali;
  6. di integrare nel framework i corridoi formativi e le esperienze esistenti (in particolare il programma UNICORE, University Corridors for Refugees) come canale di accesso regolare e sicuro allo studio, promuovendo sinergie tra iniziative emergenziali e strumenti strutturali di sistema.
  7. con particolare riferimento all’Iran, l’attivazione immediata, nell’ambito del framework “Student at Risk”, di:
    1. una ricognizione nazionale delle disponibilità di atenei/DSU (posti alloggio, esenzioni, borse, tutorato);
    2. un canale di presa in carico prioritario e riservato per casi a rischio di interruzione degli studi o di esclusione dai percorsi formativi;
    3. una fase pilota con valutazione semestrale replicabile ad altri contesti di crisi;
  8. una relazione periodica al CNSU sull’avanzamento delle interlocuzioni e sulle misure attivate, con indicatori minimi (numero prese in carico, tipologia supporti, tempi medi, esiti di carriera), per rendere l’azione misurabile, trasparente e migliorabile.

In fede,